L’IDEA

Io: “Che si fa oggi? Dove portiamo Diego?”

Lui: “Boh, al parchetto?”

Io: “Ma no, non possiamo portarlo al parchetto pure oggi che è domenica! Ci va tutti i giorni! È sempre lì! ‘Il Bambino del Parchetto’, lo chiameranno. Tra poco gli daranno pure la residenza. Anzi, costruiranno una statua in suo onore: tipo quella di Geminiani in piazza Guidiccioni (ma magari un po’ più bellina, via). Ritrarranno Diego in una posa classica, mentre con fierezza brandisce il ciuccio in una mano e un pezzo di focaccia nell’altra.”

Lui: “Vabbè, ma se non possiamo portarlo al parchetto, dove lo portiamo?”

Panico. Che c’è oltre il parchetto? Il mondo continua oltre il parchetto? C’è vita oltre il parchetto?

Io: “Andiamo da mia madre?”, azzardo.

Lui (con i sudori freddi): “No, ma magari prima prova a guardare su Internet se  c’è qualcosa… dei laboratori creativi di stampo montessoriano, delle letture animate che stimolino accuratamente la sua fantasia, manipolazioni di creta, orti da coltivare, lezioni di yoga in inglese… (annaspa, terrorizzato) un corso per fare bambole vodoo, uno spettacolo con Peppa Pig… la Sagra della Ranochiocciola, maledizione!” (ormai è in evidente stato confusionale)

Io: “Boh, ma poi non saprei neanche dove guardare… E poi sono già le cinque. Dai, andiamo un po’ da mia madre…”

 

Questa è una conversazione tipo tra me e mio marito in una domenica tipo, da maggio a settembre. Da ottobre ad aprile invece, va più o meno così:

Lui: “Diego sta slumacando moccio come una chiocciola zigrinata… Io ho 37.2 (quindi sto per darvi disposizioni sulle mie ultime volontà , ndr).  Tu come stai? Febbre?”

Io: “38.”

Lui: “Che si fa?”

Io: “Chiamo mia madre.”

 

Comunque, che sia estate o inverno, è che mio marito e io, la domenica, non sappiamo mai cosa fare col bimbo. E non è che non ci siano eventi o posti carini da visitare in tutta la gioiosa provincia di Lucca, è che noi li ignoriamo proprio.

E il vero problema è il giorno dopo!

Il lunedì, che già è ontologicamente un giorno di merda, so perfettamente che le altre mamme al parchetto cinguetteranno qualcosa tipo: “Ah, noi ieri siamo andati a questo laboratorio montessoriano con materiali sensoriali che ha segnato una tappa fondamentale nello sviluppo psicofisico di Luigino. Pensa che appena è arrivato a casa ha messo su Mozart a palla.  E voi? Che avete fatto ieri?”

E io: “Ah, no, niente di che… Diego ha guardato Peppa Pig… a casa di mia madre.”

 

Ecco.

Cari genitori, perché le nostre domeniche (e i weekend) siano almeno un po’ più gioiosi del Titanic che affonda e più pieni di vita di un cimitero monumentale, e – da non sottovalutare – perché i nostri lunedì siano (un po’) meno di merda, ho pensato di creare questo spazio qui, in cui raccogliere tutto lo scibile riguardo a eventi, iniziative, corsi, corsetti, feste e festone per i bimbi in Lucchesia. Dal laboratorio più all’avanguardia che stimolerà tutti i 19 sensi di vostro figlio fino alla più caciarona delle feste a base di merendine con olio di palma come se piovesse, cercherò di tenervi (e tenerci) costantemente aggiornati su cosa c’è da fare insieme ai nostri bimbi.

Ma non solo!

Siccome l’appetito vien mangiando (a proposito di merendine!), ho pensato di dare vita a un’agile menù che affronti diversi aspetti del vivere il nostro territorio con dei bambini e che potrà guidarvi con coraggio alla scoperta delle ultime novità nel vasto e spesso (almeno per me) inesplorato Universo Genitoriale. Non dico che potrete salire sulla sfrecciante automobilina decappottabile di Papà Pig e farvi portare dove vi pare su e giù per le scoscesissime colline del sapere, ma almeno avrete una vaga idea di che cosa aspettarvi se avete appena visto la doppia linea rosa sul test di gravidanza o di che diamine fare se vostro figlio ha di nuovo qualche linea di febbre per la trecentocinquantesima volta questo mese.

Con il corroborante aiuto di autoctoni e qualificati esperti nelle più disparate discipline, parleremo delle questioni che più attanagliano genitori e neo genitori: svezzamento, vari ed eventuali bonus bebè, sapere quali sono i ristoranti in cui poter andare con i bambini che offrono non solo “Antilop”, il totemico seggiolone bianco Ikea, ma addirittura spazi e menù kids friendly. Parleremo di nanna, allattamento, corsi sportivi e attività culturali per grandi e piccoli, spazi da vivere con la famiglia e gite fuori porta. Naturalmente parleremo anche di lei, l’intramontabile e sempre attualissima, cacca. Ma soprattutto la vera domanda che condivideremo insieme, sarà: “Caro Signor Netflix, cosa aspetta a caricare un po’ di episodi nuovi di Peppa Pig, che diamine?”

Insomma, su questo sito e sui social connessi, potremo scambiarci idee, indicazioni, chiacchiere, pareri e suggerimenti e segnalazioni. Sarà una sorta di “parchetto virtuale“, che almeno Diego e io ci sentiremo a casa!

Spero vi (e ci) sia utile. Altrimenti domenica prossima ce ne andiamo tutti da mia madre.

Buona lettura e che Peppa Pig sia con noi!

 

Chiara

 

GIÀ, MA CHIARA CHI?

Dunque, mi chiamo Chiara Parenti e sono arrivata sul vostro Pianeta circa 37 anni fa. Siccome mi sono trovata parecchio bene, ho pensato di riprodurmi, e dal marzo 2016 sono diventata la mamma di Diego, un gioioso infante meglio noto nel suo nutrito e variegato gruppo amicale (costituito da tre bambini, due gatti e un peluche senza un occhio) con l’affettuoso nomignolo di “Puppino” o anche con il più pretenzioso “Puppardello”. Io, Puppino e Topino Adorato, il di lui padre, abitiamo in provincia di Lucca con una gatta musicalmente all’avanguardia di nome “Lady Gaga” e un gatto che in origine si chiamava Romeo ma che di recente Puppino per qualche motivo ha scelto di ribattezzare con il leggiadro nomignolo “Mimì”, ridefinendone pertanto anche il genere sessuale. Quando non sono al parchetto insieme a Diego, oltre a mangiare focaccia, lavoro nell’ambito della comunicazione e scrivo romanzi che qualche editore coraggioso ha deciso di pubblicare. Se volete saperne di più, fatevi un giro sul mio sito.