La musica per i bambini: ecco perché è così importante

Siamo immersi nella musica da sempre. Dal battito del cuore della mamma quando siamo ancora nel suo grembo, la musica è qualcosa di naturale per tutti noi, presente nelle nostre vite già ben prima di nascere. Per questo assume un ruolo fondamentale per la crescita dei più piccoli. Vediamone gli importanti benefici con Cristina Gansca, esperta e insegnante di musica per bambini, e fondatrice di Tatamusica®. 

 

La musica è uno strumento assolutamente straordinario e completo per la crescita, l’evoluzione e il benessere, non solo del bambino, ma anche dell’individuo adulto, che la utilizza sia per perseguire piacere e divertimento (si pensi ai moltissimi grandi medici che hanno sviluppato una grande musicalità e coltivato lo studio di uno strumento, come percorso inscindibile dalla loro professione, e alla forza aggregativa dei concerti) sia per raggiungere determinati obiettivi in ambito professionale (per esempio gli incontri “percussivi” organizzati dalle aziende per formare gruppo, o i medici che studiano la capacità delle vibrazioni di creare e modificare le cellule, alla facilità di molti musicisti di apprendere e memorizzare l’alfabeto morse).

La musica, quindi, attraversa non solo tutti i mondi, ma anche tutti gli ambiti, permette di conoscere la propria cultura e quella di altri popoli, comunicare con gli altri e agli altri la propria creatività, il proprio benessere o il proprio disagio e, di conseguenza, elaborarli e vivere serenamente con se stessi; evolvere come persona (fisicamente e mentalmente), dato che la musica, oltre a stimolare la mente in un modo che la medicina ha accertato, se vissuta (e uso appositamente la parola “vissuta” e non “imparata”) da bambini, aiuta alla formazione di un fisico armonioso, ad una corretta postura e coordinazione, insegna a parlare e cantare in modo naturale, quindi corretto (si pensi alle numerose insegnanti, maestre spesso afone, per uno scorretto utilizzo dell’organo vocale).

Questo grande strumento che abbiamo a disposizione è fondamentale per il superamento di difficoltà, ritardi, handicap, e aiuta a vivere e migliorare le condizioni sociali, fisiche e psichiche: si pensi alla musicoterapia (quella Vera), alla danza terapeutica e tradizionale, alla musica in corsia in alcuni Ospedali pediatrici, all’incredibile esperimento che adesso è una realtà in Sudamerica, “El Sistema” di José Antonio Abreu, che ha tolto dalla strada moltissimi bambini, dando loro una possibilità e una speranza nel seguire lo studio di uno strumento e far parte di orchestre di giovanissimi.

Tutto questo, in realtà, lo abbiamo già dentro di noi appena venuti al mondo, come diceva Edwin Gordon, perché i bambini nascono già musicali, nel movimento, nella voce “cantilenante”, ma purtroppo l’ambiente in cui crescono, la vita che conducono fin da piccoli, spesso fa loro perdere la fluidità del corpo e la scorrevolezza del pensiero musicale. Ciò è dovuto alla nostra società, così come l’abbiamo concepita, la quale, per sopravvivere e perseguire i propri scopi, deve sottoporsi a numerose regole e limiti: i banchi, la fila, l’ambiente circoscritto, la pista, i balli di gruppo, radio e televisioni, che scelgono il tipo di musica da trasmettere più in base agli interessi delle case discografiche che al lodevole intento di educare la popolazione; insomma, una serie di aspetti che irrigidiscono molto la mente e il corpo, e limitano la personale creatività e fluidità.  Per questo Dalcroze considerava la ritmica un’esperienza universale da utilizzare in ogni ambito, perché rende consapevoli dell’utilizzo dei nostri arti, della loro coordinazione, della capacità della mente di saper distribuire lo spazio/tempo, quindi, aggiungo io, di vivere armoniosamente la vita.

I nostri bambini crescono in un mondo che ha superato molte barriere della comunicazione tra luoghi lontani, ma ha ristretto invece i nostri spazi abitativi, di gioco e d’incontro a discapito del movimento e del contatto con l’esterno e la natura. Ed è nella natura che la musica si manifesta in primis, abitua l’essere umano ad ascoltare, a liberare la mente da gioghi e malessere,  ad essere attento e creativo e nella natura si trovano tutti gli elementi necessari per fare musica, per ascoltare, per costruire uno strumento musicale. I corsi e le iniziative che abituano i bambini a costruire strumenti con la carta, con le verdure (Vegetable Orchestra), con i materiali di riciclo, i corsi che permettono al loro corpo di muoversi liberamente e trovare poi la giusta coordinazione e postura, e il congeniale canale di espressione (sia esso la danza, lo studio di uno strumento, il canto, la ginnastica artistica o anche , semplicemente, l’ascolto consapevole  e vissuto di sé e degli altri) non dovrebbero mai mancare in un percorso educativo, perché è il modo più efficace, corretto e divertente per mostrare alle nuove generazioni come la Musica sia tutto e tutto sia Musica.

 

Cristina Gansca

Insegnante di musica per bambini

Cristina Gansca è coordinatrice, insegnante e ideatrice di “Tatamusica®”, un progetto educativo creato per avvicinare i bambini (fin dai primissimi mesi di vita) al mondo della musica. I corsi  proposti sono percorsi individuali e hanno diverse finalità: la scelta o lo studio di uno strumento, un naturale e corretto utilizzo della voce e del corpo, la risoluzione di un problema di socializzazione, di coordinazione, di ritmica. Ricerca continua, grande esperienza sul campo e collaborazione con professionisti di tutti gli ambiti costituiscono la cifra distintiva del Progetto che nasce come educazione musicale al bello, per aiutare i bambini a crescere, a conoscersi, ad ascoltare se stessi e gli altri, a trovare armonia nel proprio corpo e nella propria mente e ad affrontare le sfide della vita. 

CONTATTI:

Tatamusica® ha sede a Pisa, Livorno, Capannori e Lucca

Email: info@tatamusica.it

Tel. 328 6031468

Info: Tatamusica.it

E’ possibile effettuare lezioni di prova gratuite: QUI gli orari.

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