Le magiche avventure di Checco e il delfino

Un delfino, un’avventura, il mare. Un bambino, la scoperta del mondo, l’amicizia. Non manca nulla in questo piccolo-grande racconto lungo per bambini che la giornalista Ilaria Bonuccelli ha scritto mettendoci dentro tutti gli ingredienti di una buona storia ma soprattutto quelli dei sentimenti veri, quelli che restano mentre tutto passa: quelli dell’amicizia.

Perché se tutto nasce dall’acqua salata del mare che incontra le lacrime altrettanto salate di un bimbo che si sente solo (perché il suo è un mondo di adulti – giustificatamente – impegnati a mandare avanti la casa e le cose), è la generosità del mare e della natura che fa incontrare… i due anima-li (che, oltretutto, sono entrambi mammiferi!).

“Mi permetti di andare a rallegrare il bambino del faro?” domanda Zecchino al ricco signore.
“E me lo chiedi? L’amore è generosità, non possesso. Sono sicuro che la lontananza non intaccherà la nostra amicizia. Al contrario, il rifiuto, l’egoismo rovinerebbero il nostro legame. Solo nella libertà c’è scelta. E solo nella scelta c’è sentimento”

Così il bambino, che si chiama Checco, si tuffa letteralmente nel mare e nell’avventura, concedendosi con la fiducia che solo nel profondo del cuore noi esseri umani siamo in grado di esprimere. Il suo amico è un delfino speciale, di nome Zecchino, un po’ irriverente e senza paura, ma di gran cuore.
E sono subito stelle (anche marine), palloni colorati (meglio se rossi), risate assolate e galeoni da scoprire sul fondo del mare, con dentro i ricordi di chi non può più tornare. Ma vive nella memoria, se un delfino e un bambino li sapranno salvare.

“Il tesoro più prezioso che ho trovato in questi bauli, in tanti anni di scoperte – dice il delfino – sono i pensieri degli uomini, fissati nei diari segreti, pensati perché nessuno li leggesse. Ma soprattutto sono i ricordi”. Checco si ferma un momento a pensare: “Scusa Zecchino, ma che differenza c’è fra i pensieri segreti dei diari e i ricordi?”.
“C’è una bella differenza, mio caro amico, anche se non ci facciamo mai caso. La stessa differenza che passa fra memoria e ricordo. Provo a spiegartela in questo modo le memorie, di solito, prendono una forma che tutti possono vedere. E toccare. Diventano un diario, un disegno, una lettera, un quadro. C’è sempre una parte materiale, palpabile, nelle memorie, destinate, per loro natura, a essere tramandate. […]I ricordi no. Sono impalpabili, invisibili, destinati a scomparire con la persona alla quale sono appartenuti. Non sono fatti di materia. Sono fatti di sensazioni, emozioni vissute e non vissute, sfogate o represse. Sono l’anima e la storia non scritta di una persona. […]”
[…]
“[…]Ora capisco perché i veri tesori nascosti sotto i mari non sono l’oro, le monete o i gioielli, ma i galeoni speciali ai quali nessuno presta attenzione”.

Poi, un giorno, Del fino Zecchino manca al suo appuntamento con Checco. Cosa potrà essergli successo? Checco, lui, non è una persona qualsiasi. Infatti è un bambino. E quindi non ci passa sopra, non fa finta di niente, non elabora congetture per giustificare una mancanza forte. E si tuffa per cercarlo. Cosa trova?

Scopritelo leggendo la loro storia. Meglio se insieme ai vostri figli. E Buon viaggio!

 

“Le magiche avventure di Checco e il delfino”, Pisa 2015, ETS edizioni
Ilaria Bonuccelli
(Camaiore, 1968) è una giornalista. Inizia a collaborare con “Il Tirreno” nel 1985 a 17 anni. Vincitrice del premio giornalistico Piero Passetti nel 1996 per la carta stampata, è caposervizio all’ufficio centrale della testata regionale. Autrice di numerose inchieste giornalistiche, ha firmato la campagna che ha portato all’approvazione in Italia della legge che vieta la vendita di alcool ai minori; è stata inviata per il caso Concordia.
Illustrazioni di Maria Coviello.

Anna Benedetto @annabenelu

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