Bambini e sport: l’importante è divertirsi

Lo sport aiuta i bambini non solo da un punto di vista fisico ma anche psicologico, relazionale e sociale. A parlarci dei benefici e dell’importanza di avvicinare allo sport i nostri bimbi fin da piccoli è il professor Marco Di Bene, docente di Educazione Fisica e fondatore e responsabile del Summer Soccer, il campo estivo all’insegna dello sport, del gioco, della creatività e del divertimento per i bimbi e ragazzi dai 4 ai 14 anni della Piana di Lucca.

 

Lo sport è un elemento fondamentale per il sano sviluppo dei bambini, tanto da essere stato riconosciuto dalle Nazioni Unite come un diritto fondamentale, dal quale troppo spesso viene allontanato dalle decisioni degli adulti, convinti di poter intervenire in modo autoritario in ognuna delle situazioni in cui il bambino è coinvolto.

Consapevoli di questo contesto culturale in cui ci muoviamo, a tutela dei bambini, del gioco dello sport e del divertimento è necessario fare alcune premesse, brevi ma chiare allo stesso tempo, dando spiegazione di alcuni concetti fondamentali, alla radice della crescita motoria di ogni individuo.

La base su cui si fondano tutte le capacità motorie sono gli schemi motori di base, espressioni globali di movimento dinamico che comprendono le azioni più comuni che usiamo ogni giorno come camminare, correre, saltare, lanciare, arrampicare, rotolare; esse sono alla base dei gesti più complessi, quindi anche di quelli sportivi. Sono i prerequisiti da utilizzare per sviluppare sia le capacità coordinative sia le capacità condizionali.

Sin dai primi mesi di vita dei bambini, quando li stimoliamo a gattonare e a scoprire il mondo con il loro corpo, stiamo già facendo fare attività motoria; inoltre, la continua stimolazione sensoriale amplia il bagaglio esperienziale di ogni individuo, creando in lui un substrato su cui si baserà poi il successivo sviluppo motorio.

Premesso ciò, dobbiamo sapere che quando i bambini si approcciano ad un’attività sportiva, l’unica cosa che ricercano è il puro e semplice divertimento. Proprio così, perché i bambini “scelgono” lo sport che li diverte, che li fa sorridere, che li fa star bene, che li fa giocare con i propri amici e coetanei.

Va sottolineato in modo fermo il termine “scelgono”, proprio perché questo è il diritto principale che debbono mantenere, quello della scelta. Ciò che invece traspare in modo evidente è che, sin dal primissimo approccio il fattore genitoriale è estremamente invasivo, orientando le scelte attraverso pensieri personali, scelte di genere oppure di comodo dimenticando il concetto di gioco, alla base dell’apprendimento motorio e psicologico del bambino in età evolutiva, perché l’attività ludica è motivante, divertente spinge verso una dinamica di gruppo laddove presente e, se articolata in modo consapevole, verso una competizione sana, quella sì in grado di far emergere aspetti del sé molto importanti per la crescita emotiva e sociale.

In questo contesto assume una particolare importanza anche l’ambiente nel quale tale attività sportiva viene svolta, poiché non basta definirsi amante di quello o di quell’altro sport per potersi definire “istruttori”, bisogna, al contrario, avere una preparazione approfondita che abbraccia i molti campi che ruotano attorno ad un percorso così complesso.

Tutte le attività sportive proposte ai bambini devono essere strutturate e programmate con grande professionalità; molti si improvvisano istruttori, psicomotricisti dopo aver fatto brevi corsi o perché magari ex sportivi, andando poi ad operare con i bambini.

Purtroppo non ci sono regolamentazioni in materia riguardanti la specificità di chi si debba interessare all’insegnamento dello sport per i bambini e così, chiunque può presentarsi come esperto e gestire attività rivolte ai minori.

L’esperto che dovrebbe svolgere attività e gestire lo sport per i bambini è il laureato in Scienze Motorie o diplomato ISEF: istruttore qualificato che con un percorso di studi universitario è in grado di svolgere un lavoro decisamente importante sullo sviluppo delle capacità motorie e sociali dei bambini.

Nel percorso di laurea in Scienze Motorie si studiano non solo le metodologie e le tecniche di allenamento e i vari sport, ma anche materie che riguardano la sfera sociale come pedagogia, sociologia e psicologia.

Tutto ciò però non basta. Nella società di oggi i vari professionisti devono collaborare tra loro e non creare muri invalicabili lasciando il bambino in balia di sé stesso.

È dunque necessario che gli specialisti della motoria si confrontino con gli specialisti dei percorsi formativi, con i genitori e con gli educatori, arrivando tutti alla medesima conclusione: lo sport è gioco, il gioco è divertimento, dunque anche lo sport è divertimento.

 

Marco Di Bene

Professore di Educazione Fisica

 

Docente di Educazione Fisica e sostegno in una scuola secondaria di primo grado della provincia di Lucca. 
Il professor Di Bene è tecnico del settore giovanile professionistico nella società “AS LUCCHESE LIBERTAS” ed è stato tecnico del “Tau calcio Altopascio”.
E’ stato Tecnico Juventus per il progetto “Juventus Soccer School” per il Centro-Nord Italia fino al 2010.
Dal 2000 è fondatore e responsabile del “Summer Soccer“, il campo estivo all’insegna dello sport, del gioco, della creatività e del sano divertimento per i bimbi e ragazzi dai 4 ai 14 anni della Piana di Lucca.

 

CONTATTI: SUMMER SOCCER 

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