Enuresi notturna: cause e rimedi per aiutare i bambini

Fare la pipì a letto è abbastanza normale durante le fasi di accrescimento e fino ai 6 anni generalmente non dovrebbe destare particolari preoccupazioni. La dottoressa Chiara Autiello oggi ci parla di quando ha senso iniziare a parlare di enuresi e quali possono esserne le cause.

 

L’enuresi consiste nell’emissione involontaria di urina durante la notte. L’acquisizione del controllo minzionale avviene mediamente intorno ai 5-6 anni di età, durante le fasi di accrescimento è normale che i bambini bagnino accidentalmente il letto nel corso della notte. Ha senso iniziare a parlare di enuresi quando:
–  lo svuotamento completo involontario della vescica durante la notte avviene in modo ripetuto, 2 volte a settimana per almeno 3 mesi consecutivi;
– quando la bimba ha più di 5 anni e il bimbo più di 6;
– la condizione non è causata dall’uso di una sostanza diuretica o di una condizione patologica (infezioni delle vie urinarie o anomalie anatomiche).
L’enuresi si divide in:
– Primaria: quando il bimbo non ha mai acquisito il controllo minzionale;
– Secondaria: quando il bimbo diventa enuretico dopo un lungo periodo di mesi o anni di controllo della funzione vescicale. In questo caso può dipendere da:
1) una componente genetica (l’incidenza del disturbo è pari al 40% se uno dei genitori è stato enuretico e ben del 70% se lo sono stati entrambi);
2) da una condizione emotiva come la nascita di un fratellino, un lutto, una separazione, un trasloco, l’inizio della scuola, un abuso…;
3) da una scorretta gestione degli allarmi minzionali durante il giorno (l’educazione alla salute perineale è importantissima fin da subito!);
4) da una capacità ridotta della vescica;
5) da una minore produzione dell’ormone ADH (vasopressina) che ha il compito di far produrre meno urina durante la notte;
6) difficoltà a svegliarsi durante la notte (sonno profondo);
7) stitichezza cronica: se ci sono molte feci la vescica può essere limitata nella sua espansione e quindi contenere meno (anche qui è fondamentale una corretta educazione alla salute perineale);
8) essere un sintomo di una patologia (come il diabete, la spina bifida…).
Per escludere patologie o infezioni in atto, i bambini con enuresi devono sempre essere visitati da un medico. Una volta avuta una diagnosi certa, si può intervenire, di solito con ottimi risultati, sia da un punto di vista comportamentale, sia riabilitativo. L’enuresi di solito si risolve spontaneamente intorno all’età dello sviluppo, tuttavia se per il bambino è fonte di disagio, di limitazione (non poter partecipare alle gite o andare a dormire a casa degli amichetti per esempio), la terapia riabilitativo-comportamentale è risolutiva.

 

Chiara Autiello

Dr.ssa in Fisioterapia 

Laureata in Fisioterapia all’Università degli Studi di Pisa, la dottoressa Autiello ha conseguito il Master internazionale in riabilitazione pelvi-perineale. Oggi è specializzata in: ginnastica pre e post parto; ginnastica pre e post parto secondo metodo APOR; terapia manuale in uroginecologia; attività fisica adattata nelle disfunzioni pelvi-perineali; terapia osteopatica in gravidanza; trattamento dell’ enuresi; valutazione funzionale nelle disfunzioni pelvi-perineali. Frequenta il “V Corso di alta formazione Scuola Nazionale per Professionisti Sanitari della continenza e del pavimento pelvico” ed è iscritta al GITERP.

                   

CONTATTI:

 

Riceve presso Athena Studi Medici, via di Tempagnano, 150 a/b Arancio (Lucca) 
Tel. 3473127404
autiellochiara@gmail.com
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