Ciuccio: come e quando toglierlo

Pediatri e dentisti oggi sono concordi nello sconsigliare un uso prolungato del ciuccio. Toglierlo in modo drastico però è sbagliato e anche controproducente. Oggi la nostra odontoiatra Irene Monterotti ci spiega come e quando toglierlo, svelandoci qualche utile trucchetto.

 

Il ciuccio, e con esso anche il biberon, non provoca danni alla dentizione se usato nei primi mesi di vita. Il ciuccio può aiutare a tranquillizzare e a dare benessere al bambino specialmente in alcuni momenti in cui può essere stanco o agitato. Dopo i 18-24 mesi, però, bisogna cominciare a ridurne l’utilizzo al fine di non causare delle malocclusioni con conseguenti anomalie di sviluppo e di posizione delle ossa mascellari e dei denti. La suzione protratta del ciuccio spinge in avanti il mascellare superiore e determina il mantenimento della deglutizione di tipo infantile e causa il cosiddetto “morso aperto” ovvero il mancato contatto tra i denti superiori e quelli inferiori quando il bambino chiude la bocca.

Quindi Ciuccio sì, ma solo per poco tempo e utilizzato con “giudizio”.

COME AIUTARE UN BAMBINO A RINUNCIARE AL CIUCCIO?

Occorre essere pazienti e comprensivi. Cerchiamo di coinvolgere il bambino preparandolo con anticipo alla “separazione”. Mostriamogli dove lo teniamo, facciamo in modo che sia lui stesso a riporlo quando non ne sente il bisogno.

DA NON FARE MAI:

Evitiamo di togliere il ciuccio in concomitanza di eventi importanti come la nascita di un fratellino/sorellina o l’ingresso alla scuola materna. Complimentiamoci con lui e pianifichiamo piccole ricompense ad ogni traguardo raggiunto, come ad esempio quando non utilizza più il ciuccio durante il giorno.

Far sparire il ciuccio da un momento all’altro senza dare spiegazioni? Meglio evitare: il piccolo potrebbe non adattarsi a questo cambiamento repentino e diventare nervoso e insofferente.

Non prendere in giro il bambino dicendo “così non diventi grande” “solo tu tra i tuoi amichi ce l’hai ancora “ per non creare ansia e aumentare il senso di dipendenza.

Nessun ripensamento! Scegliamo una linea di condotta e siamo coerenti fino in fondo… se ridiamo il ciuccio al bambino la volta successiva sarà molto più faticosa.

Qualunque strategia suggerisca l’immaginazione di mamma e papà per indurre il bambino a cercare il ciuccio sempre più di rado VA BENE! Ad un certo punto dovremmo proporgli di abbandonarlo del tutto, e allora… via alla creatività. Ci sono la “Fatina dei ciucci”, i “folletti della foresta”, Babbo Natale con la Befana, ecc… Ai bambini che vengono da me racconto la storia della “scatolina dei ciucci”: bisogna andare a comprare un scatolina molto bella, metterci dentro i ciucci (tutti) e poi, all’”appuntamento del ciuccio” li portano a me che li disinfetto e li spedisco a quei bambini piccoli piccoli che il ciuccio non ce l’hanno.

Buona fortuna a tutti!

 

Dr.ssa Irene Monterotti

Odontoiatra  

La dottoressa Irene Monterotti si è laureata a Pisa con 110 e lode e da subito si è dedicata all’attività clinica con tanta passione. Nel 2008, presso l’università di Pisa, ha conseguito il master universitario di II livello in chirurgia orale e urgenza odontostomatologica. Ha affiancato il lavoro “alla poltrona” a numerosi corsi di formazione sia in Italia che all’estero; ad aprile 2016 ha frequentato il prestigioso corso negli USA (Los Angeles) del prof Jhon Chao sulla rivoluzionaria tecnica per il trattamento delle recessioni gengivali, la Pinhole tecnique.
Nel suo studio a Castelnuovo Garfagnana ha concretizzato la sua idea di odontoiatria moderna: coordinare e dirigere un centro dove collaborano un team di specialisti in grado di offrire al paziente un piano di trattamento personalizzato e di alta qualità.

Per info visita il SITO.

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