La terapia occupazionale per i bambini: cos’è e a cosa serve

Sviluppare e migliorare la capacità d’agire del bambino con difficoltà o disabilità temporanee o permanenti nella sua vita quotidiana, favorendo e valorizzando i suoi interessi, attraverso il gioco. E’ questo l’obiettivo della terapia occupazionale, un nuovo ambito di trattamento delle difficoltà di crescita e adattamento dei bambini, ancora forse poco conosciuto. A spiegarci in cosa consiste e quali effetti può produrre oggi è la terapista occupazionale Federica Lencioni, che in questa intervista ci descrive la sua attività con i bambini. 

 

Che cos’è ed in quali casi si ricorre alla terapia occupazionale per i bambini?

A questa domanda parto sempre rispondendo: purtroppo una disciplina ancora troppo poco conosciuta in Italia. In realtà esiste dal 1700 ed è una professione sanitaria che si occupa di riabilitare attraverso le occupazioni, (attività ludiche, manuali e creative) con l’ unico obiettivo di far raggiungere il massimo grado di autonomia possibile in relazione all’età o alle potenzialità.

Che differenza c’è con la fisioterapia?

Spesso vengono confuse le due professioni in quanto entrambe si occupano di riabilitazione. La differenza sostanziale sta nella scelta degli strumenti utilizzati: il terapista occupazionale (da cui il nome) utilizza le attività, i giochi come mezzo per raggiungere un’autonomia.

 Può farci qualche esempio di come si svolge una seduta con lei?

Mettiamo il caso di un bimbo che ha difficoltà a scrivere perché non ha forza in una mano e non riesce ad afferrare e mantenere correttamente una penna. Dopo una prima osservazione e valutazione delle abilità e delle difficoltà, cercherò di individuare attività specifiche, alternative alla ginnastica fisioterapica, in modo che il bambino giochi senza capire che in realtà sta facendo riabilitazione. Nel caso specifico, per rinforzare la muscolatura della mano, proporrò quindi giochi che prevedono l’uso della spillatrice, delle mollette dei panni, degli elastici, ecc. Se non riusciamo a raggiungere buoni risultati per motivi fisiologici creiamo un’impugnatura da mettere alla penna per facilitare l’esecuzione del compito (ingrandimento della circonferenza, cuscinetto con pesi, impugnature ergonomiche o fascette di contenimento). È quindi una terapia altamente invdividualizzata e specifica per ogni utente che non è MAI come quello precedente.

Di quali ambiti di vita si occupa?

Della promozione dell’autonomia nella vita quotidiana, come vestirsi, lavarsi, mangiare. Tutto ciò che riguarda il miglioramento delle funzioni dell’arto superiore (coordinazione, miglioramento dell’utilizzo delle mani e delle dita, aiuto nella scrittura e utilizzo di strumenti scolastici); il miglioramento della partecipazione sociale attraverso modifiche e adattamenti delle attività e delle modalità di comunicazione (giochi modificati, utilizzo di sensori per il pc e sistemi di comunicazione alternativa).

Come lavora il terapista occupazionale?

Parte dai bisogni e dalle richieste del paziente o della famiglia ed effettua una valutazione individuale per capire quali sono i punti di forza e gli interessi su cui poter indirizzare il trattamento, in modo così da scegliere le attività più indicate che permettano una maggior collaborazione del piccolo.

Chi sono i suoi pazienti?

In generale, il terapista occupazionale si occupa di soggetti di tutte le età con disabilità permanenti o temporanee o con bisogno di migliorare le abilità per svolgere i compiti di tutti i giorni. Io nello specifico ho una formazione di tipo pediatrico considerando che dal 2006 mi sono occupata da prima di adolescenti e dal 2012 di bambini da 4 mesi a 15 anni presso l’Istituto Pediatrico Gaslini di Genova.

Quali sono i bimbi che possono aver bisogno di lei?

Bimbi, adolescenti e genitori che hanno bisogno di migliorare la performance o essere indirizzati su come poter modificare strumenti di uso quotidiano (impugnatura di una posata, utilizzare del velcro per facilitare la presa di un giocattolo…)

Mi occupo di bimbi con disabilità, in particolare sindromi genetiche, disturbi del movimento, dell’interazione sociale e dell’utilizzo degli arti superiori, ma anche di bimbi normodotati che hanno bisogno di rafforzare alcune abilità per favorire una migliore esecuzione del compito (autonomia di piccoli compiti come la scrittura, l’uso coordinato di entrambe le mani per tagliare, aprire una bottiglia, aprire una cerniera o un bottone…).

Perché ha deciso di fare un lavoro così particolare?

Quando all’università ho scelto questo indirizzo, mi aveva colpito il fatto che in tutto il mondo (anche nei paesi più disagiati) la figura dell’ergoterapista, equivalente al Terapista Occupazionale, fosse fondamentale in tutti i settori della vita di una persona, considerando che si occupa anche di ausili come carrozzine, deambulatori, protesi… In Italia era aperto il corso di laurea da 3 anni ed ero fiduciosa che avrebbe acquistato importanza anche qui. Durante la formazione lavorativa ho capito quanto potesse migliore la vita di una famiglia, per il bambino stesso e per il suo ambiente e così ho deciso di cercare di apportare il mio contributo.

 

 

Dott.ssa Federica Lencioni

Terapista Occupazionale

 

La dottoressa Federica Lencioni si è laureata in Terapia Occupazionale nel 2006 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Pisa. Ha lavorato per 6 anni in un centro diurno per disabili ed ha aperto una sia associazione che si occupava di recupero scolastico per bambini con difficoltà cognitive e comportamentali. Nel 2012 ha iniziato a lavorare a Genova presso l’Istituto G. Gaslini, occupandosi di recupero funzionale degli arti superiori, ausili per la mobilità e la comunicazione. Da un anno è tornata a Lucca e svolge libera professione, occupandosi quasi esclusivamente di età pediatrica, in trattamenti di gruppo o individuali. La frase che i suoi bambini sentono continuamente è: “stiamo solo giocando”.

 

CONTATTI:
Tel. 371 366 0188

Email: fede.lencioni@gmail.com

Pagina Ufficiale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *