Disegnare per i bimbi è una cosa seria: ecco i consigli dell’arte terapeuta per farli esprimere al meglio

Il disegno di un bambino racconta il suo mondo, le sue fantasie, le sue emozioni, il suo modo unico e speciale di percepire la realtà. Oggi ho chiesto  alla dottoressa Ilaria Marracci – arte terapeuta ma anche mamma – di darci qualche consiglio su come offrire i giusti strumenti ai bimbi per potersi esprimere al meglio con il disegno. Quindi grandi fogli attaccati a terra per andare incontro alle esigenze espressive e di movimento dei bimbi più piccoli e spazio invece a cartoni piuttosto spessi da affiggere sul muro per quelli che, una volta che hanno imparato a stare in piedi, preferiscono disegnare su supporti verticali. Se un bambino è teso, meglio proporre acquarelli, matite e creta che rilassano, al posto di tempere e acrilici che invece sono più eccitanti. Infine un’avvertenza: diffidate delle generalizzazioni nelle interpretazioni dei disegni dei bambini: ogni bambino ha una sua storia e ogni disegno ha un suo significato che solo conoscendo chi lo ha realizzato si può comprendere.

Al via a marzo il laboratorio espressivo per piccolissimi!

 

Disegnare per i bambini è una cosa seria, in cui si impegnano molto. Tuttavia non devono essere in tensione: le braccia il collo e le mani devono essere rilassati, il respiro regolare e i movimenti fluidi. Osservate il vostro bambino mentre colora: se i suoi gesti sono contratti provate ad aiutarlo con piccoli accorgimenti e giusti strumenti; un tavolino e una piccola sedia ad altezza di bambini saranno un piano di lavoro perfetto per un bimbo che disegna su un foglio medio o piccolo; attaccare dei grandi fogli a terra è la soluzione più idonea per andare incontro alle esigenze espressive e di movimento dei bimbi più piccoli (generalmente sotto i due anni) che tendono a esprimersi con gesti ampi e segni grafici molto grandi. Quando il bambino comincia a stare in piedi spesso vuole disegnare su pareti verticali, anche in questo caso munirsi dei giusti strumenti e incoraggiare il bambino nella scoperta delle tracce che può lasciare con un colore in mano è la soluzione migliore: quindi spazio a cartoni piuttosto spessi da attaccare sul muro in modo che il bimbo possa disegnare senza bucare il foglio e passare alla parete.

Altri piccoli accorgimenti per aiutare un bambino arrabbiato o molto teso a rilassarsi mentre disegna consistono nel fornire i materiali artistici idonei: acquerelli, matite e creta rilassano molto i bambini, ammorbidiscono i gesti e regolarizzano il respiro, al contrario tempere e acrilici sono più eccitanti. Provate anche le matite acquerellabili (in commercio se ne trovano anche piccoli pacchetti a pochi euro), sarà divertente per i vostri bimbi colorare con le matite e poi trasformare il colore in acquerello passando sopra al loro disegno un semplice pennello bagnato con l’acqua. In estate poi potrete proporre ai bimbi una piccola e semplice esperienza di disegno all’aperto che li incanta sempre: con un pennello bagnato di acqua fate disegnare i bambini sui sassi, sul pavimento di un porticato o ancora su un muretto, i bambini rimangono affascinati da quei segni lasciati dal loro pennello che si asciugano e spariscono lasciando spazio ad altri segni, altre forme… alla fantasia.

Infine condivido con voi una riflessione più da mamma che da arte terapeuta. Ci sono in commercio moltissimi libri su come interpretare i disegni dei bambini, alcuni veramente ben fatti e scritti da ottimi psicologi; ci sono interi trattati su cosa può dire una casa, un sole, un albero e chi più ne ha più ne metta. Per quanto questi libri siano validi strumenti diffidate dalle generalizzazioni: ogni bambino ha una sua storia e ogni disegno ha un suo significato che solo conoscendo chi lo ha realizzato si può comprendere. Ho incontrato bambini che facevano grandi disegni neri che nascondevano davvero un disagio e altri che raccontavano invece storie divertenti di notti d’estate con il cielo nero e le stelle luminose e cadenti. Ho letto libri dove si dice che un bambino che mischia tanti colori è sicuramente un “caotico ansioso” ma poi nella pratica mi chiedo se a quel bambino siano stati dati i giusti strumenti. Come suggerisce giustamente il metodo Montessori, ad un bambino che si approccia per la prima volta alle tempere non vanno dati subito tutti i colori ma è consigliabile proporre un colore per volta, verso i 18 mesi il bambino comincia a capire che aggiungendo il nero il colore si scurisce e aggiungendo il bianco si schiarisce, date tempo ai vostri figli di scoprire e sperimentare un colore per volta, di capire piano piano quali colori unendosi ne creano uno nuovo e vedrete che molto spesso quell’ “ansioso caotico” descritto in alcuni libri altro non è che un bambino che non è stato aiutato e accompagnato nella scoperta dei colori.

Ricordatevi anche che il disegno per un bimbo è un momento di scoperta ed espressione, non disegnate al suo posto, non tenetegli la mano per fare un disegno “bello” perché il concetto di bello e perfetto appartiene a noi adulti ma non ai piccoli. Se vostro figlio ha piacere disegnate insieme, magari facendo un semplice gioco in cui ognuno di voi disegna una parte: lui un fiore e voi il gambo, lui una casa e voi il tetto, voi un viso e lui gli occhi… Questo è un gioco semplice che crea complicità, permette di coinvolgere anche eventuali fratellini o il papà e permette al bambino di osservare, imparare e poi ripetere per imitazione.

Nelle prossime settimane con la rubrica “Quando fuori piove” vi proporrò una serie di ricette velocissime per preparare pongo, tempere e molto altro in casa, tutto assolutamente naturale e commestibile per permettere anche ai più piccoli, che ancora esplorano mettendo tutto in bocca, di approcciarsi per la prima volta ai colori e di diventare piccoli artisti.

 

Dott.ssa Ilaria Marracci

Arte Terapeuta

La dottoressa Ilaria Marracci è un’arte terapeuta laureata presso la scuola CRETE di Firenze. Lavora con tempere, creta, stoffe, carte e altri infiniti materiali tattili. Il suo compito è osservare il materiale che viene scelto, la grandezza del foglio e il colore utilizzato, la postura del corpo, la pressione del tratto e l’intensità del respiro mentre un bambino lavora con lei e tutto ciò, unito alla creazione finale, sa dirle molto della persona che ho davanti e di quello che può raccontare a prescindere dal linguaggio verbale. 
La non necessità di esprimersi verbalmente le permette di lavorare anche nei casi di grave disabilità dove il linguaggio è gravemente compromesso se non del tutto assente. Nel suo lavoro c’è infine una parte più ludica legata ai laboratori espressivi in cui si gioca ad esplorare e lavorare i diversi materiali, senza però alcun fine terapeutico. Lavora sia mediante sedute singole che incontri di gruppo. 

 

CONTATTI:

Dott.ssa Ilaria Marracci

Tel. 333 426 0765 – marracci.ilaria@gmail.com

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