Alessia Bertocchini, la Baby Doctor amica dei bambini e dei loro genitori

 

“Cosa vuoi fare da grande, amore?”

“La Bertocchini.”

Quando Monica Vannucci, la segretaria del Baby Doctor di Lucca, mi ha raccontato delle aspirazioni di sua figlia Martina che, a 6 anni, ha dichiarato di non voler fare la dottoressa, o la pediatra, ma proprio “la Bertocchini”, mi ha fatto sorridere. Poi, quando la porta del suo studio si è aperta e ho conosciuto Alessia Bertocchini in persona, non ho faticato a capire la risposta della bimba.

Il chirurgo pediatra Bertocchini è un vero “personaggio”, ci si potrebbe scrivere un libro (e io so di cosa parlo!). Brillante, divertente e carismatica, è al tempo stesso professionale, preparata, scrupolosa e disponibile. Un cuore di mamma e un cuore di dottoressa che battono all’unisono quando c’è da curare un bambino.

Forse è per tutto questo che è tanto amata dalle mamme lucchesi.

Ma forse c’è anche dell’altro… perché se la preparazione professionale è indiscussa, è la grande fiducia riposta in lei da parte dei genitori dei suoi piccoli pazienti a darle quel valore aggiunto che la rende così speciale.

“Questa fiducia totale, non insegnata, né come valore, né come mezzi, te la devi andare a strappare con i denti – ammette la stessa dottoressa, in un articolo pubblicato nei giorni scorsi da “Cervello in tilt” – ; devi comprenderlo come valore primario. Il lavoro di affinare questa abilità è però tutto da fare, con un monitoraggio costante dei feedback ottenuti in termini di volti distesi, di sorrisi non circostanziali e della sensazione a pelle, che loro ti hanno riconosciuto: non sei solo uno strumento di guarigione quasi perfetto, ma sei l’annullamento del loro disagio.”

Non basta curare i bambini dunque, un bravo pediatra deve anche saper entrare in empatia con i genitori, rassicurandoli.

“Esistono diversi tipi di genitori, ma diciamo che tendenzialmente l’ansia aumenta con l’età – spiega la dottoressa -: i più giovani, che oggi sono anche più rari, sono meno ansiosi e si fidano di più e più velocemente. Chi ha il primo figlio dopo i 30-35 anni, come avviene nella maggior parte dei casi, ha molte domande, ha bisogno di sapere, di continua rassicurazione. Dopo i 40 anni poi, quando si ha a che fare con quel figlio tanto desiderato, cercato, voluto, amato, le paure dei genitori diventano a volte paralizzanti.”

Se instaurare un rapporto di fiducia con il bambino è semplice – i bambini vanno a pelle se c’è sintonia, si fidano da subito senza sovrastrutture – con i genitori è molto più difficile.

“Oggi c’è la tendenza di rivolgersi al medico nel momento dell’urgenza, quando il piccolo sta male – ha la febbre, non mangia, non cresce – e quando quindi il livello di ansia è già alto di per sé. Occorre invece lavorare sulla prevenzione, specie con i bambini. I bilanci di salute, ovvero i controlli periodici eseguiti dal pediatra per verificare la crescita e lo stato generale di salute del bambino, sono importanti per avere sempre la situazione sotto controllo e per gestire, parallelamente, anche l’ansia dei genitori”.

Ma quali sono le domande più frequenti delle mamme lucchesi? Cosa le preoccupa di più?

“Il divezzamento è tra le questioni più ‘calde’. Con il cambiamento culturale in atto e l’aumento di genitori vegetariani e/o vegani, c’è sempre maggiore interesse a intraprendere svezzamenti meno “standard”. Il mio consiglio, in questi casi, è sempre quello di non fare da soli ma affidarsi alle indicazioni di un medico che sappia bilanciare la dieta del piccolo per evitare deficit gravi di nutrienti essenziali a una crescita sana – spiega la dottoressa, che aggiunge: il problema del cibo torna anche più tardi, verso i 2/3 anni, quando i bimbi diventano più selettivi e, in genere, rifiutano frutta e verdura. Ai genitori che non sanno cosa fare, il consiglio è quello di coinvolgere i bimbi nella preparazione dei pasti e presentare loro piatti colorati, visto che a quell’età mangiano prima di tutto con gli occhi” spiega la dottoressa, che sull’argomento ha scritto anche il libro “Nutrirsi dei colori della natura” (Maria Pacini Fazzi Editore, Lucca, 2017) insieme alla dietista Erica Baroncelli e alla collaboratrice Monica Vannucci.

Un’altra questione che angoscia le mamme e i papà oggi è senza dubbio quella dei vaccini. “Esatto. Su questo, posso dire che l’aver reso obbligatorie le vaccinazioni a mio parere è una sconfitta della sanità, della classe medica a cui io appartengo. Non siamo evidentemente riusciti a far passare il messaggio di quanto sia importante proteggersi. Ed ecco che torniamo ancora sul tema della prevenzione. E della fiducia.

Oggi la principale fonte di informazione (spesso sbagliata) per i genitori è internet. Al secondo posto ci sono le amiche mamme (e i papà), e solo al terzo posto c’è il medico che, se qualche anno fa era un punto di riferimento per la comunità intera, oggi ha purtroppo perso questo ruolo. Per questo credo che il rapporto tra il medico/pediatra e le famiglie sia centrale. Per questo sono convinta che, oggi più che mai, il successo nella mia professione non è più ‘soltanto’ quello di guarire, ma di riuscire a guadagnarmi la fiducia del  genitore che mi ha affidato suo figlio e crede in me.”

Ed è proprio l’alto numero di piccoli pazienti che ogni giorno riempie l’ambulatorio della dottoressa a decretare oggi questo successo.

 

 

Alessia Bertocchini

Nata a Lucca nel 1976 si è laureata con lode in Medicina e Chirurgia a Pisa nel 2002. Specializzata con lode a Bologna in Chirurgia Pediatrica, ha conseguito il Master di Secondo livello in Emergenze Pediatriche a La Sapienza di Roma nel 2015. Nel 2006 ha conseguito il Diploma Nazionale di Ecografia Pediatrica SIUMB. Dal 2008 lavora all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Libero professionista, dal 2011 è titolare del poliambulatorio specialistico pediatrico “Baby Doctor” di Lucca. Collabora con le riviste “Bimbi sani e belli” e “Viver sani e belli” dal 2008.

CONTATTI:

BABY DOCTOR – Via San Marco, n.245 55100 San Marco LUCCA

Tel. 338 8774330 – E-mail a.bertocchini@chirurgopediatra.it

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