A Pietrasanta la cultura è a misura di bambino

Quasi mille bambini tra i 3 e i 10 anni coinvolti mediamente ogni mese, per 12 mesi all’anno, dalle attività di “Pietrasanta a Misura di Bambino”. La cultura è formato kids a Pietrasanta con i progetti ludico-creativi, i laboratori collegati alle mostre e ai celebri bozzetti custoditi tra il Museo e Palazzo Panichi, la novità yogart, i mini tour alla scoperta del patrimonio del Parco Internazionale della Scultura, i campus museali e gli incontri con gli artisti ed artigiani organizzati e promossi dal Comune di Pietrasanta e Fondazione Versiliana sotto l’egida del comitato S.T.Art – Grandi Eventi.

Il progetto ha aperto la porta di Musei, Biblioteche e luoghi d’arte e cultura anche ai più piccoli attraverso una campagna mirata nelle scuole che ha raccolto una grandissima adesione da parte delle famiglie pietrasantine e non solo. Nell’arco di un anno sono stati coinvolti circa 1.250 bambini: quasi 900 quelli che abitualmente frequentano le attività di “Pietrasanta a misura di bambino” ogni mese. 12mila sono invece i bambini coinvolti dalla Versiliana dei Piccoli la scorsa estate.

Numeri importanti che fanno venir voglia di capire meglio da dove e come nasce questo progetto di successo. Così ho rivolto qualche domanda a Valentina Benassi, responsabile organizzativa della Versiliana dei Piccoli e del progetto “Pietrasanta a Misura di Bambino”.

Da sempre i bimbi sono la più grande passione di questa giovane educatrice versiliese. Dopo un percorso di studi per diventare maestra d’asilo, da qualche anno è insegnante di yoga per bambini. Dopo anni di collaborazioni con le scuole, oggi Valentina Benassi è alla cabina di regia dei più importanti eventi per i più piccoli di Pietrasanta.

Come, quando e perché è nata l’esigenza di creare “Pietrasanta a misura di bambino”?

Pietrasanta a Misura di Bambino nasce nel 2016, un progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale e dal Direttore Artistico della Fondazione Versiliana Massimiliano Simoni, per far conoscere e scoprire ai bambini l’arte e l’amore per la cultura e per i musei.

Dal “Sabato della lumaca” per prendersi cura dell’orto alla danza, fino alla lirica: poi ancora yoga, talk show, letture in biblioteca. L’insieme di eventi che state mettendo in campo è davvero ampio e variegato. Dove nascono tutte queste idee e qual è il principio ispiratore?

Tutti gli eventi sono coordinati in parte dalla Fondazione Versiliana, che rappresento in veste di organizzatrice, e in parte dalle Cooperative Itinera e Coopculture che gestiscono tutte le attività didattiche all’interno della Biblioteca comunale di Pietrasanta. È un lavoro di gruppo, dove personale qualificato crea e progetta incontri ad hoc per i bambini. Sono gli stessi artisti che chiedono di partecipare agli incontri, per far conoscere il proprio lavoro e la loro esperienza, sia come professionisti che come esseri umani. Quello che vogliamo creare è un punto di riferimento per i bimbi e i loro genitori, come se i musei fossero una “seconda casa”, un luogo familiare in cui poter vivere esperienze uniche e arricchire il proprio bagaglio culturale.

Un sacco di iniziative per i piccoli, quindi. Per i loro genitori c’è qualcosa in programma?

I genitori accompagnano sempre i bambini in questo percorso e questo è un modo per condividere con tutta la famiglia un pomeriggio diverso e ricco di curiosità. Quando i bambini sono impegnati nelle attività cerchiamo di coinvolgere anche i genitori e in alcune occasioni dedichiamo loro del tempo con visite guidate all’interno dei musei.

In cosa consiste il tuo contributo, umano e professionale, nella stesura del programma di “Pietrasanta a misura di bambino” e nella sua realizzazione? Cosa ti aspetti che i bambini – e anche le loro famiglie – ricevano grazie a questo progetto? Che ricaduta, quindi, a livello sociale?

Il mio contributo è sia a livello organizzativo di tutte le attività che pratico con il corso di YogArt che porto avanti con grande soddisfazione. È vero che i bambini sono molto curiosi, ma dobbiamo cercare di mantenere viva questa curiosità perché possano capire l’importanza di quello che vogliamo trasmettere. Con lo yoga, ad esempio, i bambini imparano a conoscere il proprio corpo e le proprie emozioni: parliamo di sentimenti e loro imparano a gestire le ansie e le tensioni, si rafforza la capacità di ascolto e di attenzione. Tutto questo lavoro si rispecchia in positivo nel loro quotidiano, nello studio, all’interno della rete familiare e nelle relazioni con altri coetanei perché migliora la loro qualità di vita e sono loro stessi che portano questo messaggio anche agli altri bambini.

Visto che conosci bene il mondo dei piccoli, cosa si potrebbe fare a Pietrasanta per renderla una città a misura di bambino?

Sicuramente coinvolgeremo di più la città per creare ulteriori spazi a misura di bambino, e non solo per i cittadini di Pietrasanta ma per tutte le famiglie che vorranno trascorrere un giorno, una settimana o anche un periodo più lungo nella nostra piccola Atene.

 Il calendario degli eventi natalizi è stato presentato da pochi giorni: puoi darci qualche anticipazione di eventi, progetti o iniziative che intendete realizzare nel prossimo futuro?

Al momento stiamo progettando il nuovo calendario per il 2018. Posso dire che avremo importanti  personaggi del mondo dello spettacolo e della musica che parteciperanno al talk show “Senti chi parla”, ci avvicineremo al mondo del teatro con laboratori virtuali e stiamo valutando diverse case editrici che vogliono partecipare al progetto con la presentazione di libri per bambini proprio a Pietrasanta.

 Il tuo “sogno nel cassetto” per i bambini  di Pietrasanta.

Il mio sogno nel cassetto per i bambini di Pietrasanta (e non solo) è costruire dei bei ricordi della loro infanzia, proprio come io ho dei bellissimi ricordi delle estati trascorse da bambina alla Versiliana dei Piccoli. L’augurio è che, crescendo, quella sensazione di felicità e anche un po’ di nostalgia non svanisca ma anzi riesca a trasmettersi alle generazioni future.

 

    

  

 

 

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