Altopascio, mensa in classe per i bambini della Pascoli

Trasformare un problema in opportunità, una mancanza in innovazione, una necessità in occasione. È proprio per rispondere a questa esigenza che il Comune di Altopascio e l’Istituto comprensivo hanno dato vita a un nuovo progetto, sviluppato in due sezioni, che oggi arricchisce l’offerta formativa della scuola primaria “G. Pascoli” di Altopascio.

La novità è stata presentata questa mattina (8 novembre) dal Sindaco, Sara D’Ambrosio, dall’assessore alla scuola, Ilaria Sorini, dal coordinatore dei servizi educativi del Comune, Gian Marco Bertozzi, dal dirigente reggente della scuola Luigi Lippi e dalla ex dirigente Teresa Monacci, che lo ha promosso nello scorso anno scolastico. Per rispondere all’aumento delle iscrizioni e permettere a tutti coloro che avevano fatto domanda di poter frequentare la scuola, infatti, si è reso obbligatorio sacrificare una delle due stanze adibite a refettorio e, di conseguenza, spostare la mensa direttamente in classe per due sezioni dell’istituto.

Oggetto e parte attiva della sperimentazione, che ha preso piede ad Altopascio per volere della dirigenza scolastica e dell’amministrazione comunale, i bambini della 4A e 5A, che da settembre pranzano in aula, secondo una modalità del tutto nuova. Gli studenti in pratica ripropongono a scuola ciò che vivono quotidianamente in casa, dove tutti i componenti della famiglia danno una mano per gestire i vari momenti di vita condivisa: così c’è chi sistema i tavoli, chi apparecchia, chi distribuisce il cibo nei piatti e chi lo serve ai compagni, a turno e per tutti i giorni della settimana, in stretta collaborazione con con gli insegnanti, il personale Ata e le sporzionatrici.

Il momento mensa diventa un progetto educativo che vive sulla sperimentazione, sulla personalizzazione del proprio percorso formativo e sull’approfondimento, che i ragazzi svolgono in gruppi all’interno della classe, sviluppando così più autonomia e solidarietà fra compagni e una maggiore capacità di risolvere i problemi. L’insegnante, a sua volta, svolge una funzione di tutor che coordina e gestisce una didattica partecipativa, basata sul confronto, sul dialogo e sulla ricerca sul campo. Dunque, anche l’organizzazione interna degli spazi scolastici e gli arredi sono stati totalmente rivisti: l’aula è diventata un vero e proprio laboratorio, dove al posto dei classici banchini ci sono i tavoli a isola, capaci di ospitare gruppetti di quattro bambini; la cattedra ha preso le sembianze di una scrivania più simile a quella usata dai ragazzi, mentre una parte della classe è dedicata all’agorà, arredata come momento assembleare di confronto, discussione, crescita e conoscenza reciproca. Il progetto sarà portato avanti da un gruppo di lavoro specifico, formato dagli insegnanti, da Gian Marco Bertozzi e dalla dirigenza dell’Istituto Comprensivo di Altopascio.

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