Garanzie bancarie per neo-genitori in difficoltà: in arrivo un Fondo statale

Mettere su famiglia con serenità, senza il rischio di rimanere a corto di pappe e pannolini. Il governo tende una mano ai neogenitori bisognosi di un prestito, ma incapaci di fornire garanzie, perché ad esempio disoccupati o precari: per loro garantirà lo Stato (anche se solo per metà). Debutta infatti il Fondo di sostegno alla natalità. Il fondo è regolato dal decreto 8 giugno 2017, che attua quanto previsto nell’ultima legge di Stabilità (L. 232/2016). Per l’anno in corso sono stanziati 14 milioni di euro a favore dei nuclei con uno o più figli, nati o adottati nel corso del 2017, che potranno richiedere un finanziamento in banca con più facilità. Quando partirà? Ancora impossibile dirlo: perché possa prendere il via manca un protocollo d’intesa tra il Dipartimento della Famiglia (a oggi di fatto senza un ministro delegato, dopo le dimissioni di Enrico Costa il 19 luglio scorso, e l’interim di Paolo Gentiloni) e l’ABI, l’Associazione bancaria italiana. Sarà sempre il Dipartimento a nominare un gestore del fondo, con tutta probabilità l’Inps.

Come funziona. Il fondo, amministrato dal Dipartimento per le politiche della Famiglia del governo, mira a eliminare gli ostacoli di accesso al credito: lo Stato concederà garanzie dirette a banche e finanziarie, anche tramite fideiussione, e gli istituti non potranno richiedere ulteriori garanzie alle coppie. “La garanzia – si legge nel decreto – è concessa nella misura del 50% del finanziamento, a prima richiesta.

È incondizionata, irrevocabile e permane per l’intera durata del prestito”.

A chi si rivolge. Una misura pensata per chi abbia messo al mondo un figlio o l’abbia adottato, a partire dal primo gennaio 2017. Assisterà mamme e papà fino al terzo compleanno del bambino, o per tre anni dal momento dell’adozione. L’obiettivo è ripopolare lo Stivale, e non continuare a rimandare a causa delle proprie finanze ‘zoppicanti’. Gli indicatori demografici dell’Istat confermano il calo drastico della natalità: al primo  gennaio  di quest’anno la popolazione  residente nel nostro paese è scesa a 60 milioni e 579.000 unità, circa 86.000 in meno rispetto al 2016. Il saldo naturale (nascite-decessi) e quello migratorio con l’estero si equivalgono. Risultato: nel 2016 si è registrato il secondo picco negativo peggiore di sempre, dopo quello 2015. Le regioni che più risentono della decrescita sono Basilicata, Valle d’Aosta e Molise.

Potranno richiedere l’aiuto i residenti in Italia, con cittadinanza italiana o di uno stato membro dell’Ue, ma anche gli extracomunitari, purché in possesso di permesso di soggiorno europeo di lungo periodo. I genitori dovranno presentare apposito certificato di nascita o adozione. In caso di affido condiviso, si potrà accedere a un solo prestito.

Il plafond. Si potranno ottenere finanziamenti fino a un massimo di 10.000 euro, da restituire in 7 anni, ovvero 85 rate. Il tasso sarà lo stesso applicato ai prestiti personali (tasso fisso non superiore al TEGM, pubblicato ogni tre mesi dal ministero dell’Economia e delle Finanze). Si potrà bussare con fiducia alla porta di banche e intermediari finanziari, iscritti all’albo degli istituti di pagamento. Per il 2017 sono stati stanziati 14 milioni di euro, che diventeranno 24 milioni nel 2018, 23 nel 2019, 13 nel 2020 e 6 milioni di euro annui dal 2021 in poi.

La domanda di ammissione all’agevolazione si presenterà alle banche in via telematica. Guai a ‘fare carte false’: in caso di dichiarazioni mendaci il prestito sarà revocato e le somme già percepite dovranno essere restituite insieme agli interessi. Il fondo entrerà in azione già dalla prima rata del prestito, in caso non si riesca a onorarlo del tutto.

Il caro-bebè. D’altronde, mantenere un figlio (magari con un solo esiguo stipendio) non è certo un gioco da ragazzi. Allargare la famiglia assottiglia il portafogli: solo per il primo anno di vita, tra passeggini, fasciatoi, corredino e visite mediche vanno via dai 7.000 ai 15.000 euro. Circa l’1,1% in più rispetto al 2016: a fare i conti in tasca agli aspiranti genitori è l’Osservatorio nazionale Federconsumatori.

 

Fonte: http://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/diritti-consumatori/2017/10/30/news/garanzie_bancarie_per_neo-genitori_in_difficolta_in_arrivo_un_fondo_statale-179471166/

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